Percorsi di Gruppo

"Ciò che è in basso è come ciò che è in alto, e ciò che è in alto è come ciò che è in basso"
(Ermete Trismegisto)
Come la nostra interiorità può essere imprigionata da paure antiche e dai conseguenti meccanismi difensivi che si ripetono e calcificano nel tempo, così la coscienza collettiva può venire organizzata intorno alla paura, al pericolo, ad un costante e sotteraneo senso di insicurezza che ne limita e mina la libertà, giustificando come difesa gradi sempre maggiori di controllo.
La psiche traumatizzata è una consapevolezza prigioniera. La collettività impaurita è una società schiava.
Così come per la psiche anche per la società dunque, il cammino parte dal dominio della paura e si dirige verso una sempre maggiore libertà. Il lavoro interiore e la lotta collettiva possiedono quindi le stesse leggi e strutture, entrambe parti necessarie a compiere la medesima rivoluzione.
In gruppo possiamo allora cambiare le categorie di pensiero indotte, imparare a regolare il sistema nervoso, riscoprire abilità percettive ed attentive al fine di decolonizzare le nostre terre interne e collettive. Dal dominio della mente che controlla, passiamo al dominio del corpo che ci guida.
Apprendere ad ascoltare il proprio cuore e renderlo la giuda delle nostre rivoluzioni è un’arte coscienziale sottile e complessa, troppo spesso banalizzata. E' possibile invece scoprirne la tecnica, coinvolgendo a nostro favore le conoscenze riguardanti la geopolitica, la sociologia, la neurofisiologia, la psicotraumatologia, le dinamiche intrapsichiche, oltre a comprensioni pratiche circa la dimensione energetica in cui siamo costantemente immersi.
La psicoterapia può perdere così il carattere individualistico ed egocentrico per riacquisire il suo potenziale di utilità collettiva e le lotte collettive possono essere sostenute da consapevolezze individuali più forti e consapevoli.